Manovra, modifiche solo se si trovano i soldi

15 nov 2019

La manovra non va stravolta e per ogni eventuale modifica bisogna trovare i soldi. Lo ripetono quasi in coro il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo così alle pressioni che arrivano dai banchi della maggioranza. Un pressing concentrato sulle misure che prevedono tasse. Due in particolare i balzelli nel mirino, quello sulla plastica e quello sulle auto aziendali. La prima dovrebbe portare l'anno prossimo un miliardo di euro alle casse dell'Erario grazie a un prelievo di un euro su ogni chilo di imballaggio non riciclabile. L'imposta colpirebbe molti prodotti monouso che troviamo al supermercato, come le vaschette per la frutta e le bottiglie e, di conseguenza, si teme che possa essere scaricata sui consumatori. Confindustria stima un aumento medio di oltre 100 euro all'anno a famiglia, ma Gualtieri ha parlato di cifre fantasiose e ricordato che l'obiettivo, condiviso anche dall'Europa, è di ridurre l'uso di questo materiale inquinante. La tassa potrebbe essere comunque ridotta, così come più leggera potrebbe diventare quella sulle auto aziendali. Il Governo ha già fatto un passo indietro rispetto alla prima versione e la riduzione dello sconto, di cui ora godono i dipendenti che guidano una macchina del datore di lavoro, colpirà secondo il Ministro del Tesoro 300.000 veicoli, cioè quelli più inquinanti. Ma gli industriali restano contrari e sostengono che così si darà una mazzata al settore delle quattro ruote. Critiche anche alla Sugar Tax che colpisce le bevande zuccherate, mentre in Parlamento, dove la manovra è in discussione, spuntano nuove voci di spesa, come la proposta di ridurre l'IVA sugli assorbenti con l'effetto che si avrebbe uno sconto di circa il 10% e il bonus per comprare airbag per i motorini. Non si tratterebbe di grandi cifre, ma la coperta è corta e i risparmi che si attendono dalla minore spesa per gli interessi sui titoli di stato non sono stati messi a copertura della manovra. Palazzo Chigi ha, infatti, scelto la linea della prudenza e l'andamento dello spread sui mercati è molto volubile e riserva spesso sorprese. Farci troppo affidamento sarebbe un azzardo.

pubblicità
pubblicità