Manovra, per Comuni più facile riscuotere tasse non pagate

21 nov 2019

Nella manovra c'è un articolo che sta facendo molto discutere. È il numero 96, che rientra tra le misure di lotta all'evasione e rende più facile e rapido, per i comuni e le province, riscuotere i tributi locali non versati dall'IMU alla tassa sui rifiuti, arrivando, se necessario, al pignoramento di una parte dello stipendio sul conto corrente. Dalla novità rimangono fuori le multe stradali non pagate. Quella dei tributi locali non versati, oggi è una montagna che vale circa 19 miliardi di euro. In base a quanto previsto nell'articolo, i comuni potranno ricorrere agli strumenti che già oggi utilizza lo Stato attraverso l'agenzia delle entrate. I Sindaci, inoltre, potranno sapere su quale banca i contribuenti hanno il conto su cui potersi rivalere, un fatto banale ma oggi previsto solo per la riscossione statale. Si accorcia così la procedura attraverso la quale gli enti locali possono riscuotere i crediti, che oggi prevede tempi non proprio brevissimi. Prima di avviare l'iter che porta al pignoramento, infatti, va fatto l'accertamento e solo dopo si può emettere la cartella esattoriale. Con le nuove norme dal 1 Gennaio 2020, fatte salve eventuali modifiche che potrebbero arrivare durante la discussione della manovra in Parlamento, il solo accertamento basterà a far partire le procedure esecutive. Entro tre mesi dalla notifica dei mancati pagamenti, gli enti locali possono attivare le procedure di riscossione, che resteranno sospese per altri sei mesi, per consentire agli interessati di mettersi in regola. Dalla notifica dei mancati pagamenti, alle maniere forti, fermo amministrativo, pignoramento o ipoteca, strumenti comunque già esistenti, passeranno in sostanza circa nove mesi, sempre, ovviamente, che il cittadino inadempiente nel frattempo non paghi. Il debito, a seconda dell'importo, potrà essere saldato a rate fino a un massimo di 72 mensilità.

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