Manovra, tasse e sconti: le misure principali

24 ott 2019

L'ossatura della manovra prende forma e tra molte conferme e qualche novità si delineano i dettagli di alcune misure che finiranno per coinvolgere milioni di italiani. Tra queste c'è il taglio del cosiddetto cuneo fiscale, cioè la sforbiciata delle tasse che pesano in busta paga. Interesserà in totale quasi 14 milioni di lavoratori dipendenti con stipendi lordi annui tra 8 mila e 35 mila euro. Il beneficio andrebbe quindi anche a chi ora non prende il bonus degli 80 euro perché guadagna più della soglia massima e sarà calibrato in base al reddito. L'aumento medio è stimato in 40 euro al mese a partire da luglio. Piccolo beneficio anche per due milioni e mezzo di pensionati; ci sarà la rivalutazione, cioè l'adeguamento al costo della vita, degli assegni tra i 1500 e 2000 euro lordi mensili. L'incremento ammonterebbe a pochi euro l'anno. Per quanto riguarda le famiglie, i vari bonus esistenti per i figli piccoli saranno riordinati e finanziati con 500 milioni aggiuntivi alle risorse già accantonate. Per chi ha redditi bassi ci sarà un sostegno di 400 euro al mese per pagare le rette degli asili nido. La manovra da 30 miliardi, per metà in deficit, non prevede però solo spese e il recupero di 3 miliardi dalla lotta all'evasione, ma anche balzelli per circa 5 miliardi. Presi di mira il settore dei giochi, come slot e videolottery, e tabacchi, mentre fra le novità c'è l'imposta sulla plastica: un euro per ogni chilo di imballaggio prodotto. L'imposta peserà dalla seconda metà dell'anno prossimo, portando un miliardo alle casse dell'erario, ed è pensata per salvaguardare l'ambiente. Arriva poi la Sugar Tax da 10 centesimi al litro. Colpite le bibite con zuccheri, non le merendine, con l'obiettivo di incassare circa 200 milioni a partire anche in questo caso dalla seconda metà del 2020. Non è una tassa, ma avrà l'effetto di far salire il carico fiscale per i più ricchi, la sforbiciata agli sconti che si fanno valere in dichiarazione dei redditi. Riguarderà chi guadagna più di 120 mila euro l'anno, fino all'azzeramento di questi sconti per chi supera quota 240 mila. Non toccherà le detrazioni per farmaci e visite mediche, ma altri molto popolari, come quelle per la palestra e l'università dei figli.

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