Migliora il rapporto debito-Pil italiano

23 gen 2017

Il rapporto debito/PIL dell’Italia, uno dei famosi parametri di Maastricht che, come una spada di Damocle, pende sulla nostra testa dall’inizio dell’esperienza dell’Unione europea, è sceso. A certificarlo è l’Eurostat, che ci dice anche che nella classifica dei peggiori debiti dell’Unione non siamo più secondi ma terzi. Il debito pubblico italiano, infatti, in rapporto al prodotto interno lordo con quello greco e austriaco registra i cali principali nel terzo trimestre 2016 rispetto al trimestre precedente. Così il nostro debito scende al 132,7 per cento del PIL, ed erano otto anni che non succedeva. Quasi tre punti percentuali in meno che ci permettono, come detto, di scalare un posto nella classifica dei peggiori debiti pubblici europei, dove svetta la Grecia, seguita dal Portogallo, che ci ha superato restando fermo al 133,4 per cento. Insomma, nonostante il nostro debito sia aumentato in cifra assoluta, il suo rapporto rispetto al PIL è sceso. La spiegazione sta nel fatto che il nostro PIL, anche in assenza di una ripresa robusta, è cresciuto comunque più del debito. Volendo fare un esempio, è come se fosse cresciuto di un punto percentuale il nostro debito in banca ma del 2 per cento il nostro stipendio. La dinamica del debito italiano resta, naturalmente, un punto critico nelle relazioni con Bruxelles e un vincolo fortissimo alle politiche di bilancio del Paese, ma per una volta dai dati Eurostat arriva un piccolo segnale positivo.

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