Missione Recovery, Gualtieri: Italia non è in ritardo

20 nov 2020

I veti non sono giustificati dice il commissario europeo all'economia, Paolo Gentiloni. Una soluzione possibile, sostiene Viktor Orban e il premier ungherese, che insieme a quello polacco tiene in stallo i fondi europei anticrisi. Il problema è che questa partita a scacchi che coinvolge le cancellerie del continente non può avere tempi lunghi, i miliardi del next generation you, il cui cuore è il recovery Fund, servono il prima possibile, soprattutto a paesi come l'Italia fra i più colpiti dalla pandemia e maggior beneficiaria dei soldi promessi. Budapest e Varsavia si oppongono perché temono ingerenze di Bruxelles sullo stato di diritto, in primis sulla gestione degli immigrati, una delle clausole a cui è legato l'utilizzo delle risorse. Così si teme che i primi denari arrivino nella seconda metà dell'anno prossimo. Una questione delicata, perché diversi paesi, tra cui il nostro, hanno previsto di spendere parecchi di quei miliardi nel 2021. Nell'incertezza, Roma ha deciso di accendere una sorta di polizza, un maxi fondo da 120 miliardi in 3 anni di cui quasi 35 nel prossimo che servirà per prenotare l'arrivo dei denari europei si tratterebbe di anticipare quei quattrini chiedendo in prestito soldi ai mercati, cioè vendendo titoli di Stato. In questa maniera già a gennaio si potrebbero finanziare alcune misure come gli incentivi per le imprese che investono in innovazione, senza dover aspettare di incassare da Bruxelles. Sui tempi, però, c'è anche un'altra variabile Roma non ha ancora inviato in Europa il suo piano di spesa, pochi Stati lo hanno fatto, nessuno ha stilato un progetto dettagliato così come necessario, in ogni caso il ministro del tesoro, Roberto Gualtieri ha assicurato che non siamo in ritardo e che entro fine mese sarà pronto un documento più approfondito rispetto alle linee guida di settembre, poi seguiranno i colloqui con le autorità comunitarie e a quel punto potrebbe iniziare un'altra partita a scacchi,.

pubblicità