Missione Recovery, settimana cruciale per l'Italia

12 ott 2020

Un'occasione unica, storica, è questa la musica che fa da sfondo al Recovery Fund, gli oltre 200 miliardi di aiuti europei destinati all'Italia contro la crisi causata dalla pandemia. Ma come esattamente il nostro Paese utilizzerà questa montagna di denari non è ancora chiaro e la prima scadenza, per quanto non scolpita sulla pietra, è vicina: il 15 ottobre Roma dovrà presentare la bozza del suo piano di ripresa. Al momento sappiamo che oltre la metà delle risorse serviranno per migliorare l'ambiente e il digitale, per questo si parla di riconversione industriale, di aree come quella di Taranto, del superbonus al 110% per le ristrutturazioni, di alta velocità ferroviaria, di ospedali più moderni, di fibra ottica superveloce. Non sappiamo però come e quando questi e altri progetti nello specifico partiranno. Servono regole e tempi certi per avviare i cantieri affinché, come vuole Palazzo Chigi, il piano arrivi a gennaio sul tavolo di Bruxelles per essere esaminato e approvato. Per il via libera potrebbero passare mesi e il primo passo di questo cammino, ricco di incertezza anche dal lato europeo, è fissato per giovedì, lo stesso giorno in cui invieremo i principali interventi della prossima manovra. I due documenti sono legati fra loro, i soldi europei servono per finanziare i due terzi della manovra. Se questi denari sono una quota dei 205 miliardi complessivi, fra sussidi e prestiti, e si ritardasse troppo sarebbe un grosso guaio. Senza la benzina europea mancherebbe la spinta per la forte ripresa economica prevista e si allontanerebbero le riforme in programma, fra le quali quella per ridurre le tasse.

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