Mobilità elettrica, l’E-mobility attraverso storie d'azienda

08 lug 2020

Nel 2016 le auto elettriche erano 1 milione e mezzo, attualmente hanno superato i 7 milioni di veicoli. La mobilità green corre e dunque lo fa con due obiettivi precisi: il primo, contrastare la crisi climatica; il secondo, contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Per questa ragione, la Fondazione Symbola ed Enel, in collaborazione con Fca hanno fatto il punto, presentando il report 100 Italian e Mobility Stories 2020. Cento storie di imprese, centri di ricerca e associazioni che ognuno, nel proprio ambito, contribuiscono a sviluppare la mobilità elettrica. Si va dalla produzione di veicoli al design, per passare attraverso le infrastrutture dedicate alla ricarica. Il nostro Paese occupa un ruolo di primo piano in questo percorso che porterà a rivoluzionare la nostra mobilità. Quella della mobilità elettrica è una delle trasformazione industriali più discusse, più mediaticamente rilevanti e sicuramente più economicamente impattanti nell'economia europea. Ricordiamo che l'Europa è uno dei leader mondiali nell'industria automobilistica, insieme al Giappone, Stati Uniti e naturalmente anche Cina, ma molta dell'innovazione tecnologica, nella storia dell'automobilismo, sono nate in Europa. Sebbene la crisi economica continui a mordere, le case produttrici e l'Europa hanno confermato gli investimenti attraverso il Green Deal. Il 2020, considerati gli sforzi delle imprese e la determinazione della politica, si può considerare un anno di svolta. Secondo Pietro Gorlier di Fca, le vetture elettriche devono essere inserite in un ecosistema più ampio e perché possano essere così accessibili a tutti, è necessario un sistema a contorno, fatto di infrastrutture di ricarica, costi dell'energia adeguati e parcheggi dedicati. La mobilità elettrica è uno dei modi per ridurre le emissioni, non l'unico, ma – come dicevo – solo attraverso la collaborazione di tutti coloro che operano nel settore o a contorno del settore, si può dare una spinta importante a una parte di mobilità che oggi, nonostante stia raddoppiando, anno dopo anno, rappresenta solo il 30 per cento del mercato. Il rapporto illustrato mostra come l'Italia si sia ritagliata un ruolo centrale per le tante competenze distribuite su tutta la filiera, dalle case produttrici di auto fino ad arrivare a motorini e autobus elettrici. I vantaggi della mobilità green poi sono molti, ma dal fronte emissioni più importanti. L'auto elettrica, infatti, ha emissioni inferiori del 60 per cento rispetto a un veicolo a combustione interna. Oggi, in Cina, circolano 3 milioni di veicoli green, quasi 2 milioni in Europa. Dal vecchio continente arrivano segnali confortanti dal fronte delle vendite, nei primi 3 mesi dell'anno, mentre le immatricolazioni totali di autoveicoli registrano un forte calo, le auto elettriche ed ibride non hanno subito la contrazione del mercato. L'ingente quantità di fondi che l'Europa mette in campo, e che vanno utilizzate bene, alla fine sono indirizzati in tre direzioni: la sanità e la questione sociale, la green economy e il digitale. In queste direzioni incrociano, in maniera forte, il tema della mobilità elettrica, perché è un tema centrale per ottenere l'azzeramento e la neutralizzazione delle emissioni di Co2 entro il 2050.

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