Mps, tra Unicredit e Tesoro trattativa al capolinea

24 ott 2021

La trattativa sembra essere arrivata al capolinea. L'acquisizione di Monte dei Paschi da parte di Unicredit non appare fattibile. Sarebbero falliti i negoziati per un accordo sul piano di ricapitalizzazione da oltre 7 miliardi tra Unicredit e il Tesoro che detiene il 64% del capitale MPS. Troppe le risorse pubbliche chieste dall'Amministratore Delegato Andrea Orcel. Dopo aver analizzato i conti della banca senese, già salvata dallo Stato nel 2017 con un assegno da 5,4 miliardi, Unicredit ha stimato un fabbisogno di quasi 8 miliardi tra necessità immediate di capitale, uscite anticipate di personale e rischi legali, con una stima, tra l'altro, di 6/7mila esuberi. Il Governo era disposto a sborsare non più di 5 miliardi per cedere, entro l'anno, l'Istituto senese. Non chiuderemo a qualsiasi costo, aveva anticipato il Ministro Franco alle Commissioni finanze quest'estate. E così è stato, tre i miliardi di troppo, per un accordo che sarebbe considerato dal Governo troppo punitivo per i contribuenti. Se nelle prossime ore sarà confermato lo stop del negoziato, si aprirà una nuova grana per il Governo Draghi, che dovrà decidere la prossima mossa. Secondo indiscrezioni, quella più probabile, sarebbe la proroga del controllo pubblico di MPS, con un'iniezione di altri 2,5 miliardi, strada considerata più economica per la finanza pubblica. Ora bisogna dare più tempo per delineare nuove opzioni, commenta il segretario del PD Letta, deputato neoeletto a Siena. La Lega parla di Vittoria e il Movimento 5 Stelle accoglie con soddisfazione la posizione del MEF. Sulla banca più antica del mondo, rimane il faro e il controllo dell' Unione Europea.

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