Pensioni, governo lavora a riforma previdenza

26 gen 2020

L'obiettivo è rottamare la riforma Fornero. L'appuntamento è fissato al Ministero del lavoro, il giorno dopo il voto per le regionali. Attorno al tavolo ci saranno la ministra Nunzia Catalfo e CGIL, CISL e UIL, con un imperativo: flessibilità in uscita. Le posizioni tra governo e sindacati sono ancora distanti. I confederali chiedono di partire dai 62 anni, tenendo conto poi del lavoro di cura e dei lavori gravosi, aumentando le risorse, mentre l'esecutivo punta a trovare un'uscita da Quota 100 in vigore fino al 2022, che prevede almeno 62 anni di età e 38 di contributi, che costi meno e che sia più equa, dato che il meccanismo ha favorito soprattutto gli uomini e i dipendenti pubblici. L'ipotesi è quella di una pensione flessibile che potrebbe scattare dai 64 anni di età, ma con il calcolo dell'assegno esclusivamente contributivo. Se dovesse passare questa soluzione, chi accetterà di uscire prima dal lavoro dovrà mettere in conto una decurtazione della pensione, che dipende dal percorso del lavoratore e in media la sforbiciata potrebbe essere il 10-15 %. Il Governo deve fare i conti con l'impatto economico ragguardevole che l'uscita anticipata con il sistema contributivo avrà sui conti pubblici. Sul piatto anche la pensione di garanzia per i giovani, la previdenza complementare e la rivalutazione delle pensioni in essere. Nei primi nove mesi del 2019 solo il 30% di chi è andato in pensione, lo ha fatto con la pensione di vecchiaia e avendo compiuto 67 anni, mentre il 70% lo ha fatto con quella anticipata anche grazie a Quota 100.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.