Più posti di terapia intensiva ma meno degli obiettivi

13 ott 2020

L'aumento dei contagi per Covid riaccende la tensione sui posti di terapia intensiva, al momento nei reparti attrezzati per i casi più gravi l' 8% è occupato da malati per coronavirus, ma la situazione potrebbe peggiorare, bisogna ricordare che di norma la metà delle rianimazioni sono pieni di pazienti con altre patologie. Vediamo allora cosa è stato fatto negli ultimi mesi, dopo la tragica esperienza della scorsa primavera, il numero di terapie intensive è aumentato, prima dell'arrivo dell'epidemia erano 5179, ora sono 6458, oltre 1000 in più, dunque, ma siamo lontani dagli 8732 letti complessivi che erano stati promessi, a maggio infatti il Governo ha stanziato 1,3 miliardi di euro per incrementare del 70% le terapie intensive, cioè 3500 in più. Inoltre ci sono molte zone del Paese che sono rimaste indietro e solo 3 regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta hanno raggiunto la soglia di sicurezza fissata dal Governo, e cioè 14 posti ogni 100000 abitanti, tutte le altre sono rimaste indietro con casi come quello di Lombardia e Campania che destano qualche timore visto il crescere dei contagi. Entro fine mese dovrebbero iniziare i lavori per rafforzare ancora di più le rianimazioni e c'è da dire che nel frattempo sono raddoppiati i posti di terapia sub intensiva. Quei reparti dove si assistono i pazienti di covid meno gravi, con la speranza che i contagi frenino e non ce ne sia bisogno.

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