Pil e lavoro: l'Italia è ferma

30 ago 2019

L'Italia è ferma e a confermarlo arrivano una serie di dati diffusi dall'Istat. Si parte con il Pil, cioè con la ricchezza creata nel Paese, da quasi un anno e mezzo si registra una stagnazione e il secondo trimestre di quest'anno non fa eccezione. Anzi, l'istituto di statistica rivede leggermente al ribasso il dato. Rispetto al primo trimestre la crescita è zero, mentre rispetto a 12 mesi prima è in calo dello 0,1%. Se nella seconda metà dell'anno non ci saranno variazioni, nel 2019 la crescita sarà nulla. A corollario e ulteriore conferma di questo dato, ne arrivano altri, ad esempio quello sul numero di ore lavorate, anche se in calo o quello sui consumi che su base trimestrale sono al palo e su base annua registrano una crescita asfittica. Anche il mercato del lavoro non brilla, con la disoccupazione che torna a salire riportandosi al 9,9% contro il 7,5 dell'area euro, dove è ai minimi dal 2008. In aumento sono sia il dato generale che, in modo ancora più marcato, quello relativo ai giovani. Il tasso tra i 15 e i 24enni che cercano attivamente un lavoro sale al 28,9%, pari a 450.000 disoccupati. Tenendo conto di chi studia o il lavoro non lo cerca, equivale al 7,7% del totale dei ragazzi in questa fascia di età. Per quanto riguarda gli occupati, chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno guarderà al confronto con l'anno scorso. Su base annua, a fronte di un lieve calo degli autonomi si registra un deciso aumento dei lavoratori dipendenti e tra questi soprattutto dei contratti a tempo indeterminato. Lo stesso bicchiere apparirà decisamente più vuoto facendo il confronto con un mese fa, con tutte le componenti in calo tranne gli autonomi.

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