Pil in crescita del 16% nel terzo trimestre

30 ott 2020

Il colpo di reni c'è stato ed è risultato superiore al previsto, l'economia italiana nei mesi estivi ha rialzato la testa dopo i pesanti mesi primaverili quando il lockdown ha imposto la chiusura di molte fabbriche, negozi e uffici per contenere l'epidemia. Una scossa che vale, secondo l'Istat, una crescita del prodotto interno lordo di oltre 16 punti percentuali, ma siamo ancora lontani dai livelli registrati nello stesso periodo del 2019. Un ritorno alle quote pre crisi, secondo il governo arriverà alla fine dell'anno prossimo. Ma la cavalcata dei contagi e il rischio di nuove strette potrebbe allontanare l'obiettivo. Anche nel resto d'Europa il Pil ha galoppato nel terzo trimestre: è andata meglio nei Paesi come Francia, Spagna e il nostro, dove si erano registrati tonfi più pesanti, in Germania il rialzo è stato dell' 8,2 %. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, intanto, a settembre in Italia si registra una sostanziale stabilità: rispetto al mese precedente sia la disoccupazione sia il numero di coloro che hanno un posto ha subito solo lievi variazioni, ma se andiamo indietro, emergono le ferite lasciate dall'emergenza sanitaria. Rispetto a febbraio ci sono 330.000 occupati in meno. L'emorragia poteva essere più grave, la cassa integrazione, il blocco dei licenziamenti, l'hanno frenata, ma il conto è comunque salato e l'ha pagato soprattutto chi ha meno garanzie, lavoratori precari e autonomi.

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