Cosa c'entra la "prosperità comune" con Evergrande?

22 set 2021

Questa è la grande domanda. Nel senso che nell'ultimo anno la Cina ha rilanciato un'espressione che era già stata utilizzata in passato, cioè appunto la “common prosperity”, come si diceva prima ... che sostanzialmente ha richiesto delle azioni molto drastiche da parte della dirigenza cinese, prima ha colpito le aziende tecnologiche, poi ha cominciato ad occuparsi di quella che potrebbe essere considerata una sorta di Cina in miniatura al caso Evergrande, no? Cioè dopo l'apertura e le riforme di ... costruzioni, immobiliare, speculazione, tant'è che Xi Jinping qualche giorno fa ha detto: la casa serve per abitarci, non per speculare. Il dubbio che c'è un po' in tutti gli osservatori della Cina, è se la dirigenza cinese ha fatto bene i calcoli. Nel senso che le azioni delle aziende tecnologiche sono crollate e si stanno dimettendo un sacco di dirigenti, che temono una nazionalizzazione. Ad esempio una ... di Didi, che è una sorta di Uber cinese. Il silenzio di questi giorni della dirigenza del Partito Comunista, è indicativo in questo senso, perché da un lato le altre grandi aziende come Evergrande hanno sempre giocato un po' sul velluto, pensando che prima o poi tanto in caso appunto di clamoroso default o rischio di default, la dirigenza avrebbe salvato queste aziende, ma nell'ultimo anno in realtà, ne ha fatte fallire un po'. Più piccole naturalmente, ma ecco, il Partito Comunista oggi si pone come il grande riequilibratore di tutte le disuguaglianze, di tutti gli squilibri che ha causato in 40 anni di sviluppo e di crescita, basata molto anche sul mattone e si parla, appunto, di “common prosperity”, intendendo tre tipi di redistribuzione: una prima del mercato, una seconda statale, una terza affidata praticamente alla filantropia dei miliardari o a tassazioni, ad esempio si parla di una patrimoniale, si parla di tutta una serie di tasse per la successione. La domanda vera però è il calcolo, perché si parla di una diminuzione del PIL, ma non è detto che la dirigenza cinese riesca a convincere i cinesi, che anziché speculare o risparmiare, debbano andare a consumare. Perché qua, a questo punto tutto si trasforma nell'attenzione verso il mercato interno, perché ricordiamo sempre che la bussola del Partito Comunista cinese è il mantenimento della stabilità. Quindi, se di fronte a il rischio di un'esplosione sociale ha cominciato a tentare di riequilibrare la situazione, ma siamo di fronte anche con la crisi Evergrande, abbiamo visto delle proteste piuttosto inusuali in Cina. Insomma, devono mettere insieme tutta una serie di problemi che hanno accumulato nel corso degli anni, tanti, in maniera rapida, cercando di evitare però i danni collaterali.

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