Rapporto Censis 2020, aumenta il gap tra ricchi e poveri

04 dic 2020

Una ruota quadrata che non gira, è la fotografia a tinte fosche di un sistema che avanza a fatica. È quello che emerge dal 54o rapporto Censis sulla situazione sociale del nostro Paese. Aumentano le diseguaglianze, il tenore di vita è peggiorato per 7,6 milioni di italiani e in sei mesi è aumentato del 22,8% il numero di famiglie che percepiscono un sussidio di cittadinanza. Solo il 3% degli adulti hanno una ricchezza che supera gli 800000 euro e i 40 miliardari durante la pandemia hanno aumentato il loro patrimonio. L'Italia emerge spaventata, ma anche più cattiva. Meglio sudditi che morti, è la filosofia evidenziata dal rapporto. Gli italiani accettano di rinunciare a parte dei diritti civili, ma chiedono pene più severe per i comportamenti scorretti. Il 77,1% le chiede per chi non indossa le mascherine o non rispetta distanziamento, il divieto di assembramento. Per i contagiati che non rispettano la quarantena più della metà degli italiani, il 56,6%, chiede il carcere. L'alternativa è che non vengano curati. È appena il 23% dei lavoratori autonomi ad aver percepito i medesimi redditi del periodo pre Covid, per il 40% di loro avviare un'attività propria, è ormai un azzardo. Il 75,4% degli italiani giudica insufficienti e tardivi gli aiuti dello Stato, dunque, cerca riparo in un aumento della liquidità. Quella delle famiglie è aumentata in sei mesi del 3,9 %. Preoccupano i risparmi, ma anche il lavoro. Sono 654000 lavoratori indipendenti o con contratto a tempo determinato rimasti senza impiego nel terzo trimestre rispetto allo scorso anno. I più colpiti sono giovani e donne. Paura e incertezza influiscono sulla percezione delle festività in arrivo. Quasi l'80% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni o di inasprirle Si spenderà meno per regali e cenoni. Questione scuola, solo un preside su 10 è riuscito a coinvolgere nella didattica a distanza tutti gli studenti. Nel 18% degli istituti ad aprile mancava più del 10% degli studenti. Una Caporetto. E quando tutto sarà finito soltanto il 20,5% degli italiani pensa che ne usciremo migliori, il 44,8% crede che ne usciremo peggiori di prima.

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