Recovery Fund, Italia indietro su presentazione piano

18 gen 2021

L'Italia è il Paese che riceverà più soldi dal ricovery fund e tra i principali stati europei, quello più indietro sulla presentazione del piano in cui dice come intende spenderli. Tra prestiti e sovvenzioni a fondo perduto per il nostro Paese ci sono a disposizione 209 miliardi di next generation Eu di cui il recovery fund è il cuore. Ci segue a una certa distanza, la Spagna. Molto più indietro, Francia, Germania. Siamo anche il Paese che spenderà di più, il nostro recovery plan vero e proprio stando al piano approvato in Consiglio dei Ministri che deve ora passare al voto del Parlamento, ben 224 miliardi. In pratica, utilizzeremo quasi tutte le risorse di Next generation Eu sia prestiti che sovvenzioni, più una parte di fondi strutturali europei. La Spagna prevede di usare solo la parte di contributi a fondo perduto e di lasciar stare i prestiti. Del resto a differenza dell'Italia, per molti Paesi guardando ai tassi d'interesse, i prestiti europei non convengono. Madrid stanzia 72 miliardi per i primi 3 anni, a seguire dovrebbero arrivare altri 70 miliardi di risorse estranee al recovery fund. Anche la Francia userà solo soldi a fondo perduto, 40 miliardi a cui aggiungere 60 miliardi di risorse proprie. La Germania che già a giugno aveva varato un piano da 130 miliardi finanziato con soldi suoi, userà un po' meno di 30 miliardi di sovvenzioni. Bruxelles ha messo dei paletti su come andranno spesi soldi. La maggior parte delle risorse andrà destinata ad ambiente e digitale, stando a quanto si sa finora dei piani presentati dei principali paesi che possono subire comunque modifiche prima della versione definitiva, gli unici a rispettare i parametri sull'ambiente, almeno il 37% delle risorse, sono Spagna e Germania. Per quanto riguarda le riforme verdi sia Berlino che Parigi puntano molto sull'idrogeno, sulla decarbonizzazione, sui veicoli puliti e la riqualificazione degli edifici. Sul digitale l'obiettivo di usare almeno il 20% delle risorse è rispettato da tutti, tranne che dalla Francia, Paese che invece per la ripresa punta molto sulla competitività delle imprese alle quali vorrebbe destinare un corposo piano di agevolazioni fiscali.

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