Recovery Fund, via libera a presentazione piani nazionali

19 feb 2021

Il recovery fund è pronto a partire ufficialmente. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione, gli stati dal 19 febbraio possono presentare i propri piani nazionali per la ripresa alla Commissione che può iniziare a valutarli. Il recovery fund che è il cuore dell'intero pacchetto di aiuti Next Generation EU vale 672 miliardi di euro, parte prestiti e parte sovvenzioni a fondo perduto. È il più grande piano di sostegno finanziario mai varato dall'Europa, nonché il primo strumento basato sul debito comune. "Una straordinaria prova di fiducia reciproca", l'ha definita il premier Draghi "perché mai nella storia dell'Unione gli stati avevano tassato i propri cittadini per aiutare i cittadini di altri paesi, come avviene con i sussidi di Next Generation EU". All'Italia spetta la quota più grande, ma siamo ancora piuttosto indietro sulla presentazione del piano nazionale per la ripresa, indispensabile per ottenere gli aiuti. Per farlo c'è tempo fino al 30 aprile, anche se la formulazione del regolamento lascia intendere che ci può essere un po' di flessibilità. Dopodiché la Commissione avrà due mesi di tempo per approvare i piani e il Consiglio Ecofin un ulteriore mese per dare il suo ok. Contestualmente al piano gli stati possono presentare la richiesta per avere un anticipo del 13% dei fondi. Tra la domanda di anticipo e l'arrivo dei soldi possono passare fino a 5 mesi. Per questo prima si presenta il piano prima è possibile accedere ai primi versamenti. Il progetto della Commissione è di emettere i primi bond, per raccogliere sui mercati i soldi da girare agli stati, a giugno. Prima però i parlamenti nazionali di tutti e 27 i membri dell'Unione devono ratificare il Next Generation EU e finora sono solo in sei ad averlo fatto, e l'Italia non è tra questi. L'Europa invita ad accelerare e la BCE si è detta preoccupata per la lentezza con cui procedono i vari paesi.

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