Recovery Plan, Confindustria: parti sociali siano coinvolte

25 gen 2021

Il cammino del recovery plan italiano prosegue con l'incontro tra il Governo e le imprese, in attesa che il Parlamento, probabilmente tra fine gennaio e inizio febbraio, inizi a esaminare il testo approvato dal Consiglio dei ministri dove viene indicato come e in quali settori il Governo intende spendere i soldi degli aiuti europei. Un documento sul quale si sono accesi i riflettori di Bruxelles, dalla commissione è arrivato più di un monito per invitare l'Italia a non rallentare sul piano, a dettagliare progetti, tempi, obiettivi e ad apporre maggiore attenzione alle riforme chieste dall'Europa. Rilievi simili sono emersi dall'incontro tra l'esecutivo e Confindustria, il piano del governo, scrive l'associazione in una nota, non soddisfa le linee guida dettate dall'istituzioni europee, va precisato, aggiunge, cosa e in che tempi si intende ottenere con i soldi degli aiuti e fatto una stima più precisa dell'impatto delle singole misure sul Pil. Le riforme strutturali che accompagnano il piano italiano, sottolinea l'associazione, dovranno essere quelle che chiede l'Europa, lavoro, pubblica amministrazione, giustizia. Gli industriali tornano sulla loro proposta di riforma degli ammortizzatori sociali che prevede il coinvolgimento delle agenzie private, mentre il piano del Governo, scrivono, punta solo sui centri per l'impiego pubblici. Confindustria poi punta dritto a uno dei nodi ancora irrisolti, la governance dei soldi europei, grande assente nel documento approvato dal Consiglio dei ministri è fondamentale perché riguarda la struttura che gestirà i soldi che vigilerà sull'attuazione dei progetti che insomma, consentirà di far funzionare il piano nazionale per la ripresa. Le parti sociali, chiede Confindustria, dovranno essere coinvolte nella gestione del recovery plan, tramite un confronto continuo nel processo di attuazione dei progetti.

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