Recovery, accanto all'anticipo Ue l'Italia vara due fondi

05 mag 2021

Come in Formula 1, serve una partenza sparata, fortissima, allo spegnersi dei semafori, ecco perché l'Italia ha predisposto un sistema con tripla spinta iniziale. Alla primissima parte dei soldi europei, si aggiungono due strumenti nazionali, di cui uno in stretta relazione coi denari in arrivo da Bruxelles. Complicato? Solo un po', semplifichiamo: anzitutto ci sono i 25 miliardi di anticipo del Recovery Fund europeo, è una percentuale dei fondi del Piano quinquennale, che vengono erogati subito, appena approvato il PNRR Nazionale. Quando? Probabilmente ad agosto, visto che la Commissione ha due mesi, maggio e giugno, per esaminare il Piano e il Consiglio ha un altro mese successivo, ma i tempi potrebbero essere accorciati, ottenendo così l'acconto, già a fine luglio, ma la sostanza cambia poco. A questi soldi il Governo Draghi ha affiancato un Fondo Nazionale complementare, per opere rimaste fuori dal perimetro del PNRR, 30,6 miliardi, in deficit, ossia facendo un nuovo debito, si spera buono, sono circa 5 miliardi l'anno fino al 2026. Nel testo definitivo del Decreto Legge si capirà, se saranno impiegabili tutti subito, come logica dello strumento vorrebbe o a tranche, come i denari continentali. Terzo pistone del motore, cioè il Fondo 'rotativo' messo in pista dal Governo Conte, l'autunno scorso con l'ultima Legge finanziaria. Che vuol dire rotazione? Che è pensato per avere liquidità necessaria nei momenti in cui la cassa scarseggia. Il Ministero dell'Economia anticipa le risorse europee, laddove necessario, ad esempio, per non interrompere i progetti in fase di realizzazione, laddove si sia in attesa della successiva tranche europea, poi, quando le risorse europee arrivano il fondo si ricostituisce. Rotazione insomma, proprio come un motore da Formula 1.

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