Reddito cittadinanza cambia, Quota 100 andrà in pensione

28 set 2020

Per il reddito di cittadinanza si annuncia un tagliando, perché la misura a sostegno di chi è in difficoltà economiche è zoppa, troppe poche persone hanno trovato lavoro. Per quota 100 l'anticipo pensionistico con almeno 62 anni di età e 38 di contributi si va verso l'archiviazione, non verrà rinnovato dopo il 2021. Era sperimentale e si sta cercando una nuova formula per evitare di dover lasciare il lavoro a 67 anni. Ma come sono andate finora le due misure simbolo del Governo gialloverde? Da aprile 2019 all'agosto di quest'anno le famiglie che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza, in media 520 euro al mese, sono state 1,17 milioni per poco meno di 3 milioni di individui. Questa cifra cresce leggermente se consideriamo anche le pensioni di cittadinanza che hanno interessato 136mila famiglie. Prima che entrasse in vigore, il Governo stimava di raggiungere 3 milioni e mezzo di italiani, per una spesa di quasi 12 miliardi nei primi due anni. Per questo sussidio finora lo Stato ha sborsato 8 miliardi e mezzo. Complice l'emergenza sanitaria, le richieste negli ultimi mesi sono aumentate e la pandemia potrebbe rallentare ulteriormente il secondo obiettivo della misura, aiutare chi è disoccupato a trovare un posto. A inizio settembre si contavano meno di 200mila persone che avevano firmato un contratto a fronte di un milione di coloro tenuti a rivolgersi ai centri per l'impiego. Il resto dei beneficiari è infatti esentato dall'obbligo di attivarsi per trovare un lavoro a causa di motivi di salute o per situazioni familiari disagiate. In ogni caso si tratta di una percentuale molto bassa. Per quanto riguarda quota 100 invece i nodi riguardano la sua sostenibilità economica nel corso del tempo e il suo scarso successo. Al mese di giugno le domande accolte sono state 202mila, e anche se nei prossimi mesi ci sarà un'accelerazione per le incognite legate alla crisi, siamo molto lontano dai numeri pronosticati. Se consideriamo solo il 2019, quando viaggiavano a un ritmo più sostenuto, le richieste sono state la metà di quanto ci si aspettava. E c'è anche un altro aspetto, il meccanismo non ha facilitato l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro come si sperava.

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