Reddito cittadinanza e quota 100, i numeri

30 dic 2019

Tra aprile e novembre di quest'anno sono state presentate più di 1 milione e mezzo di domande per reddito e pensione di cittadinanza, ma, tra quelle respinte e quelle decadute, oggi i nuclei familiari beneficiari di una delle due misure di sostegno al reddito si fermano poco sopra il milione, mentre in totale le persone coinvolte sono quasi 2 milioni e mezzo. In media ricevono 484 euro al mese, ma con grandi differenze. Ad esempio, 200 mila nuclei familiari ricevono 200 euro al mese, mentre dall'altra parte ci sono circa 1.500 famiglie che prendono più di 1.200 euro. La pensione, poi, è mediamente molto più bassa del reddito. Per entrambi i benefici i numeri più importanti si registrano in due regioni, rispettivamente Campania e Sicilia, che da sole assorbono oltre il 35% dei bonus erogati. Ma per quanti di questi entrare nel percorso tracciato dal reddito di cittadinanza è servito realmente a ottenere una nuova occupazione? Il reddito, va ricordato, è uno strumento pensato anche per aiutare le persone in difficoltà economica a trovare un lavoro tramite un rafforzamento dei Centri per l'impiego e l'utilizzo dei cosiddetti navigator. Ora i numeri dell'Inps ci dicono che su 2,3 milioni di beneficiari del reddito, solo un terzo è considerato in grado di lavorare. Parliamo di quasi 800 mila persone. Solo la metà di loro finora è stata convocata da un Centro per l'impiego e, di questi, meno di 30 mila, poco più dell'1% del totale dei percettori, hanno ottenuto un contratto. Per i due terzi di loro si tratta di un lavoro a tempo determinato. Inoltre, quasi 100 mila non si sono presentati l'appuntamento, e, se salteranno anche il secondo, rischiano la sospensione del beneficio. Più ridotti i numeri della seconda grande misura bandiera dello scorso Governo: quota 100. Finora le domande presentate sono state poco più di 200 mila. In stragrande maggioranza si tratta di uomini. La pattuglia più consistente sono i lavoratori dipendenti del settore privato, seguiti dai pubblici. Quanto alla distribuzione geografica, sono Roma e Milano a farla da padrone. Sia per il reddito di cittadinanza che per quota 100, infine, le domande presentate sono state decisamente inferiori alle attese. Questo garantirà risparmi stimati in 2 miliardi e mezzo per quest'anno e altrettanti, per la sola quota 100, per il 2020.

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