Salario minimo, un quinto lavoratori a meno di 9 euro l'ora

11 giu 2019

Per introdurre il salario minimo in Italia bisogna trovare un punto di equilibrio, non solo fra Luigi Di Maio, che vuole alzare le paghe minime dei lavoratori a 9 euro lordi l’ora e Matteo Salvini, che vorrebbe abbassare le tasse sul lavoro, ma anche con le aziende, preoccupate di un aumento delle buste paga che peserebbe sui loro bilanci e con i sindacati che temono che la misura possa depotenziare i contratti che regolano già gli stipendi, spingendo le aziende in alcuni casi a inchiodare le retribuzioni al livello più basso e riducendo così il loro potere negoziale. Per alcune categorie di operai metalmeccanici, per esempio, la paga minima è di 9 euro lordi l’ora, ma, fa notare la CGIL, tra indennità, TFR e scatti d'anzianità, alla fine il conteggio sale fino a raddoppiare. È anche vero però che il nostro Paese è uno dei pochi in Europa a non avere il salario minimo e soprattutto che un quinto dei lavoratori guadagna meno di 9 euro. Per esempio, un apprendista parrucchiere porta a casa poco più di 5 euro per un'ora di lavoro. Non è solo il personale alle prime armi ad avere buste paghe misere. Camerieri, giardinieri, autisti, pizzaioli, operai agricoli e centralinisti sono alcune delle categorie, per un totale di quasi 3 milioni di persone, con minimi contrattuali al di sotto della soglia indicata nel provvedimento dei 5 Stelle presentato in Senato, che non è l'unico in materia visto che c'è anche una proposta del Pd che invece prevede 9 euro netti l'ora. Nel settore domestico, poi, dove i datori spesso sono le famiglie, quasi tutti gli addetti sono pagati meno di 9 euro lordi. Se però questa fosse la cifra al di sotto della quale non si può impiegare un dipendente, i salari crescerebbero in media di 1000 euro l'anno a persona, con un maggior esborso di oltre 3 miliardi per chi stacca il cedolino, in primis le aziende. A 9 euro lordi l’ora, ci dice inoltre l'Ocse, l’Italia risulterebbe avere uno dei salari minimi più elevati tra i paesi più industrializzati, anzi il più alto a parità di potere d'acquisto, cioè tenendo conto di cosa si può comprare con la stessa quantità di denaro. C’è infine un ultimo aspetto: il rischio del lavoro nero. Un salario minimo troppo alto potrebbe incentivare l'impiego irregolare per dribblare gli obblighi di legge.

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