Sconti fiscali, mettere ordine è un'impresa titanica

30 mag 2019

Per ridurre le tasse alle famiglie bisogna prima trovare parecchi soldi perché abbassare il peso fiscale sui redditi riluce gli incassi dell'erario, col rischio di creare una voragine nei conti pubblici. Dove trovare questi denari, che potrebbe ammontare a 30 miliardi se la flat tax andasse in porto, è un rebus. Una delle strade che il Governo vuole percorrere è quella di recuperare risorse dando una sfoltita alle centinaia di detrazioni fiscali esistenti. Ce ne sono una miriade, alcune molto popolari, come quella per i farmaci o la ristrutturazione della casa. Altre sono praticamente sconosciuto e in alcuni casi le utilizzano poche decine di persone. Dare un taglio non è un'idea nuova, altri esecutivi in passato ci hanno pensato, ma hanno concluso ben poco. Anche perché toglie un'agevolazione vuol dire, in concreto, un aumento delle tasse per il contribuente che la sfrutta e quindi c'è il rischio di scontentare tanta gente. Anche per questo, come ci ricorda la Corte dei conti, finora non è stato fatto nulla di concreto e anche i più recenti propositi si caratterizzano per la loro assoluta genericità e indeterminatezza. Così scrivono i magistrati nell'ultimo rapporto sulla finanza pubblica, dove spiegano che occorre mettere ordine a questa giungla, ma anche che si tratta di un'impresa complessa dai risultati finanziari incerti. La Corte ricorda che non sappiamo con esattezza quanto valgono tutti i tipi di bonus esistenti. Un rapporto del 2011, quello considerato più completo, ma datato, indica 720 tipi di sconti per un costo di 254 miliardi di euro l'anno. Ma la Magistratura contabile fa notare come l'ultimo censimento sulle spese fiscali, risalente all'anno scorso, restringa il campo contando solo 466 bonus per un ammontare di meno di 55 miliardi di euro. E' su questo “tesoretto”, quindi, che il Governo forse tenterà di mettere le mani per racimolare almeno una parte dei quattrini per la flat tax. Di queste detrazioni, però, la Corte dei conti ci dice che solo 14 costano più di 1 miliardo ciascuna, mentre ben 152 agevolazioni non si sa bene quanto valgano. Insomma, prima di agitare le forbici bisogna sapere bene quali rami tagliare e per capirlo la strada appare tortuosa e piena di insidie.

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