Il governatore della BCE Mario Draghi ha confermato che il quantitative easing, il programma di acquisti di titoli di stato, iniziato nel marzo del 2015 finirà come previsto il 31 dicembre. Non ci saranno quindi tempi supplementari: lo stesso Draghi, pochi giorni fa, aveva infatti aperto all'ipotesi di una proroga se gli ultimi dati economici avessero allarmato la Banca centrale europea. Così non è stato: da un lato, per fortuna, vuol dire che le cose vanno abbastanza bene; dall'altro però, avere per qualche mese ancora l'ombrello della BCE sulla testa, specie in tempi di spread tornato in area 300 punti, non sarebbe stato un aiuto da disprezzare per i nostri titoli di stato. Così non sarà: dal 1° gennaio, per la prima volta da quasi 4 anni, dovremo cavarcela da soli, sui mercati. Non ci sarà più la BCE a calmierare eventuali squilibri, a proteggerci da possibili tempeste. Una sfida in più per un governo che si proclama sovranista.























