Terapie intensive, piano del governo ancora lontano

14 ott 2020

Cresce la pressione sui reparti di terapia intensiva a causa dell'aumento dei contagi per Covid. In questa sezione degli ospedali attrezzati per i casi più gravi, l'8% è occupato da malati per coronavirus. La situazione ha già messo in allarme i medici perché nelle rianimazioni ci sono anche pazienti con altre patologie e il punto critico in alcune regioni potrebbe essere raggiunto nel giro di un paio di settimane. Attualmente le terapie intensive nel nostro Paese sono 6458, oltre 1000 in più rispetto al periodo precedente all'arrivo della pandemia in Italia, quando erano 5179. L'obiettivo del Governo è arrivare a 8732 letti, grazie a uno stanziamento di 1,3 miliardi. Si tratta quindi di 3500 letti in più dei quali, come visto, adesso ne sono pronti meno della metà. A fine mese inizieranno i lavori per avvicinarsi all'obiettivo nel quale rientrano anche 4000 postazioni di semi intensiva, metà delle quali convertibili in rianimazione. A regime, dunque, si potrebbe contare su circa 11000 posti potenziali, col nodo ancora irrisolto del personale necessario per presidiarli. In primavera siano sfiorate le 10000 postazioni, grazie a strutture temporanee. Quasi tutte le regioni, comunque, adesso sono lontane dalla soglia di sicurezza fissata dal Governo in 14 posti ogni 100000 abitanti. In alcune, Umbria, Sardegna, Campania e Liguria, i malati per Covid in terapia intensiva raggiungono quote consistenti. Di norma la metà delle terapie intensive sono piene di pazienti con altre patologie, una rapida crescita di ricoverati gravi a causa del coronavirus potrebbe mandare in sofferenza il sistema sanitario.

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