Tria: dobbiamo evitare procedura infrazione Ue

12 giu 2019

“Sono discussioni riservate che poi vanno avanti, altrimenti si farebbero in streaming”. Non si sbottona il Ministro del Tesoro Giovanni Tria, dopo il vertice col Premier Conte e i due Vicepremier Salvini e Di Maio, durante il quale si è parlato di come affrontare la Commissione europea, che sta portando avanti l'iter per aprire contro l'Italia una procedura di infrazione per debito eccessivo. Tria, all'evento del Messaggero “Obbligati a crescere”, non sembra molto preoccupato per i conti di quest'anno. “Le nostre previsioni è che il deficit di quest'anno non sarà 2,4. Abbiamo avuto una serie di entrate tributarie e non tributarie aggiuntive e poi sono previsti dei risparmi non indifferenti dal tiraggio delle manovre Quota 100 e Reddito di cittadinanza”. In questo modo si dovrebbe evitare quest'anno una manovra correttiva. Più complicata la situazione per il 2020, vista anche la spinta di Lega e 5 Stelle ad adottare misure, come il taglio delle tasse, che rischiano di creare ulteriore spesa. Il numero uno dell'economia, che torna a escludere l'introduzione dei mini BOT, perché aumenterebbero il debito, non sembra comunque aver dubbi: “Qui stiamo lavorando evidentemente su tagli di altre poste ovviamente. Secondo me non possiamo andare in procedura di infrazione”. Lo scontro con l'Europa va quindi evitato a ogni costo. “Dobbiamo arrivare assolutamente a un compromesso, avere una trattativa, in gergo la chiamiamo dialogo costruttivo”. Lo spettro di una procedura di infrazione, che comporterebbe per il nostro Paese un lungo periodo di sorveglianza speciale, preoccupa il mondo delle imprese, e soprattutto quello delle banche. “Vi è un dialogo costruttivo fra le autorità italiane e quelle dell'Unione europea, e penso che l'Italia debba fare ogni cosa per evitarla”. Anche perché le conseguenze non peserebbero solo sulle grandi aziende, ma anche sulle tasche degli italiani. “Porterebbe ad una crescita dello spread, e tutto quello che fa crescere lo spread riduce il valore dei Titoli di Stato, crea delle tensioni in Borsa, riduce i valori in Borsa, quindi, per definizione, porta degli impatti sui risparmi”.

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