Ue smentisce allentamento regole di bilancio

26 ago 2019

“Documenti tecnici, mai analizzati a livello politico, a credibilità zero”. E' Mina Andreeva, portavoce della Commissione Europea, a smentire che Bruxelles voglia ammorbidire le regole di bilancio dell'eurozona, così come invece annunciato dal Financial Times, che in un lungo articolo spiega come l'esecutivo continentale stia studiando una revisione del Patto di Stabilità e Crescita per allentare la pressione sui paesi più indebitati come l'Italia. I vertici comunitari, in pratica, ammettono che un'idea del genere esista, ma si tratterebbe solo di ipotesi e non di reali proposte. Il quotidiano londinese riferisce, però, di un piano per affrontare il tema nei prossimi mesi, quando Ursula von Der Leyen prenderà in mano la Commissione, in un momento in cui i venti di recessione potrebbero mettere in difficoltà alcune delle più grandi economie europee, tra cui non solo la nostra, ma anche quella francese. Uno dei punti principali di quella che dovrebbe essere una semplificazione delle regole finanziarie riguarderebbe l'obbligo di riduzione del debito: sarebbe meno severo di quello attuale. Adesso, in linea teorica, è fissato a un ventesimo l'anno, quando supera il 60% del prodotto interno lordo e il nostro Paese è molto al di sopra di questa quota. Con le tensioni commerciali globali e l'incognita della Brexit, riferisce il giornale finanziario, nuove direttive, più chiare e più morbide, aiuterebbero gli investimenti, evitando bracci di ferro, come quello che il nostro Governo ha ingaggiato con Bruxelles l'anno scorso e quest'anno. C'è da dire che sull'applicazione della regola del debito, così come su quella che impone di non sforare il 3% del deficit/PIL, negli ultimi anni l'Unione Europea ha mostrato ampia flessibilità, un approccio tollerante inaugurato con la Presidenza Juncker e che von Der Leyen sembra intenzionata ad adottare. D'altro canto, proprio questo atteggiamento è stato criticato dai cosiddetti “falchi comunitari” guidati dall'Olanda, anche nel caso italiano. E lo stesso vicepresidente, Valdis Dombrovskis, sarebbe contrario a un allentamento del Patto di Stabilità e Crescita, invocato, fra l'altro, da più parti, dalla politica italiana.

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