VIDEO Spread in calo: lo Stato pagherà meno interessi

05 lug 2019

Il calo dello Spread rappresenta un sollievo sotto tanti punti di vista, a partire dalle nostre casse pubbliche. Per uno Stato indebitato come il nostro, l'unico modo per restituire i soldi a chi ce li ha prestati e per pagare gli interessi sui vecchi debiti è andare a chiederli al mercato, cioè a chi compra i nostri titoli di stato. Solo nel 2019 il tesoro ne emetterà per circa 400 miliardi. Ora, meno uno stato considerato affidabile più i rendimenti dei suoi Bond salgono. Lo Spread, che non a caso è chiamato anche il termometro della fiducia è la differenza tra il rendimento dei titoli decennali italiani e quelli della Germania, il Paese considerato più affidabile in Europa. Per oltre un anno lo spread è stato sulle montagne russe. Da marzo 2018 quando era a 137 punti è arrivato a a toccare i 326 punti a novembre per poi scendere in maniera prima lenta e poi repentina non appena si è capito che l'Italia aveva evitato la procedura Di infrazione intorno ai 200 punti. La fiammata dello Spread Costerà, nei prossimi anni, miliardi al tesoro in maggiori interessi sul debito pubblico. E ora il suo raffreddamento, se durerà nel tempo farà risparmiare alle casse pubbliche, secondo i primi calcoli, circa 2 miliardi di euro in minori interessi. Ma a gioire non è solo lo Stato anche le banche festeggiano i loro bilanci. Sono pieni di Bond governativi, se lo Spread sale, il loro valore scende. Al contrario, quando lo Spread scende, si trovano in pancia dei titoli di stato che valgono di più. Molto meno immediati e certi gli effetti per i consumatori, in particolare per chi ha o deve sottoscrivere un mutuo, famiglie o imprese. Lo Spread infatti non ha nessun effetto sui mutui già in essere, in particolare su quelli a tasso fisso, ma potrebbe averne uno, anche se limitato e indiretto, su quelli ancora da concedere in particolare grazie a un allentamento del credito, soprattutto per le imprese.

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