Virus, a imprese e lavoratori i due terzi degli aiuti

15 gen 2021

Quanto ha speso l'Italia per aiutare l'economia messa in ginocchio dalla emergenza sanitaria, dove sono finiti i sussidi e gli altri aiuti? Alla prima domanda rispondiamo subito. Sono 108,2 i miliardi utilizzati con i vari provvedimenti approvati nel corso del 2020. Per avere un'idea più concreta, possiamo dire che queste cifre qui vale quasi tre volte la manovra approvata a dicembre. Ovviamente questa spesa non preventivata finisce per aumentare il debito pubblico. Si tratta infatti di extra deficit cioè denari che incassa non ci sono e che bisogna ottenere in prestito dai mercati. Per poter spendere ci vuole il via libera del Parlamento, così come per i nuovi 32 miliardi chiesti giovedì dal governo. Veniamo ora alla seconda domanda, come sono stati distribuiti questi fondi. Un terzo è andato a sostegno delle imprese, autonomi e professionisti, il 29% in interventi per i lavoratori e il 15% in misure fiscali, principalmente rinvio del pagamento di tasse. A seguire le altre voci regioni e comuni, sanità e sicurezza, meno del 2% per scuola e università. Più bassa la quota per i sostegni dati direttamente alle famiglie. Nel dettaglio, analizzando i capitoli più grossi, vediamo che quasi 40 miliardi per le aziende e partite Iva, circa 11 sono serviti come indennizzi, i Ristori, per attività costretta a chiudere per evitare i contagi. Il resto è servito proprio a rinviare le imposte per i prestiti agevolati. Per i lavoratori sono stati impegnati 33 miliardi, oltre a metà per garantire un salario in primis con la cassa integrazione passata dallo stato. Il resto è stato suddiviso tra una tantum, stagionali, altri occupati, precari, congedi parentali proroga di sussidi di disoccupazione, reddito d'emergenza per le famiglie più in difficoltà.

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