Virus, Alitalia e dl Sostegno tra i dossier più urgenti

02 mar 2021

Sono due dei dossier più urgenti che il Governo Conte 2 ha lasciato sulla scrivania di Mario Draghi. Il primo a decidere come utilizzare i 32 miliardi di extradeficit autorizzati dal Parlamento già a inizio anno e che dovrebbero confluire nel cosiddetto 'decreto sostegno', con aiuti alle categorie più colpite dalle restrizioni anticovid. Secondo il Ministro Garavaglia, arriverà entro la fine di questa settimana o l'inizio della prossima. Nel decreto dovrebbero trovare spazio misure per le partite Iva, nuova cassa integrazione. Ci sarà da decidere anche sul blocco dei licenziamenti che finisce a marzo, nuovi aiuti per le famiglie con figli a casa da scuola, essendo terminati sia il congedo parentale extra sia il bonus baby sitter; sussidi per i lavoratori stagionali dello spettacolo, oltre a cospicui indennizzi per i gestori degli impianti da sci e per le imprese danneggiate dalle chiusure che sarebbero calcolati in base alle perdite reali. Temi in continua evoluzione che stanno richiedendo più tempo del previsto. Oltre al decreto sostegno, questa è una settimana cruciale, l'ennesima, anche per Alitalia. Draghi ha incontrato i Ministri competenti sul progetto ITA, la società del Ministero dell'Economia che dovrebbe rilevare parte delle attività della vecchia compagnia. Progetto per cui sono già stati stanziati 3 miliardi di euro. Il nuovo vettore tornerebbe o meglio, resterebbe sotto l'ala dello Stato, ma molto più ridotto, sia in termini di aerei che di personale, i dipendenti potrebbero essere più che dimezzati, manterrebbe solo i servizi di volo, mentre manutenzione e bagagli sarebbero messi a gara. Uno spezzatino che ai sindacati non piace, ma che sarebbe fatto per venire incontro alle richieste dell'Europa che dovrà comunque dare il via libera all'operazione, accertando che non si tratta di aiuti di stato. Il tempo corre. Perché oltre alla fretta per cercare di intercettare la stagione turistica estiva, c'è quella per i problemi di liquidità: i soldi in cassa sono pochi, tanto che è in forse il pagamento delle buste paga di marzo.

pubblicità
pubblicità