Virus, bar e ristoranti: gli aiuti nei paesi Ue

03 dic 2020

Con la seconda ondata del Covid sono arrivate ovunque nuove restrizioni, quasi tutti i Paesi oltre a continuare a finanziare strumenti simili alla cassa integrazione e a concedere sgravi fiscali e contributivi, hanno previsto aiuti a fondo perduto per le attività costrette a chiudere. Da noi gli ultimi 4 decreti Ristori hanno stanziato 18 miliardi di euro, parte di questi sono andati a bar e ristoranti e, in misura maggiorata, rispetto al decreto rilancio. A chi aveva già fatto richiesta nei mesi precedenti gli aiuti fino a un massimo di 150mila euro sono arrivati in automatico in tempi piuttosto rapidi, coprendo il 30% del fatturato perduto. Ad esempio un bar con un fatturato mensile di 10mila euro, ha avuto 3000 euro rispetto ai 2000 di luglio. In Francia i proprietari di bar e ristoranti colpiti dal secondo lockdown possono scegliere tra un contributo fino a 10mila euro o un indennizzo pari al 20% del fatturato mensile entro il limite di 200mila euro al mese. Ma a differenza che da noi gli aiuti non sono automatici. Stesso discorso per la Germania, che ha stanziato 10 miliardi per aiutare le imprese con meno di 50 dipendenti, principalmente quelle della ristorazione e dell'accoglienza. Gli aiuti garantisco il 75% del fatturato di novembre dell'anno scorso. In Gran Bretagna i pub riceveranno in media aiuti per 3400 sterline e il governo a dicembre vorrebbe dare un extra di 1000 sterline a quelli che servono solo alcol e non possono contare sul take away. L'unico tra i grandi Paesi a non aver previsto ancora nessuna forma di sostegno per questa seconda ondata è la Spagna. Secondo le imprese dell'accoglienza senza sostegni il settore potrebbe vedere la chiusura di 100mila attività e la perdita di un milione di posti di lavoro.

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