Virus, Borse europee al tappeto: Milano -11%

09 mar 2020

Il dilagare del coronavirus e il correlato tonfo del prezzo del petrolio mandano a picco i mercati finanziari. Un'ondata di vendita ha affossato i listini mondiali, preoccupati per le ripercussioni sulla crescita globale dell'epidemia che continua ad avanzare. Male quindi tutte le Borse europee, con Milano in ribasso di oltre l'11%, risultata la peggiore. Un crollo del genere a Piazza Affari non si vedeva dal giugno 2016, quando il Regno Unito votò per l'uscita dall'Unione europea. Sul mercato italiano, rimasto aperto perché la Consob, l'autorità di controllo, non ha rilevato attività speculative, hanno pesato anche le misure draconiane varate dal Governo. Inoltre gli interventi per sostenere la crisi allo studio dell'esecutivo comporteranno un peggioramento dei conti pubblici e anche per questo lo spread sui nostri titoli di Stato, che misura la fiducia sul nostro Paese, è salito fino a sfiorare i 228 punti. Molto penalizzati i titoli bancari. Si teme che le imprese in difficoltà non riusciranno a pagare debiti con gli istituti di credito, finendo per appesantire i loro bilanci. Ancora peggio è andata alle società energetiche, crollate in tutto il mondo a causa del forte calo dei prezzi del greggio, anch'esso comunque legato all'infezione partita dalla Cina. Con meno richieste di petrolio da parte dell'industria, basti pensare alle compagnie aeree che stanno tagliando centinaia di voli, i maggiori produttori volevano ridurre le esportazioni, ma i Paesi riuniti nel cartello dell'Opec e la Russia venerdì non hanno trovato un'intesa e l'Arabia Saudita, uno dei maggiori fornitori mondiali, ha abbassato i costi di vendita. Il risultato è stato un calo delle quotazioni sui mercati a livelli che non si vedevano dalla guerra del Golfo del 1991, con previsioni fosche, come quella di Goldman Sachs, che ipotizzano per il barile una discesa a 20 dollari dagli attuali 33 sul mercato americano.

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