Virus Cina, i possibili rischi e costi per l'economia

22 gen 2020

Il timore di una pandemia del virus proveniente dalla Cina crea qualche agitazione sui mercati finanziari che si interrogano su quali potrebbero essere gli effetti sull'economia. È presto per fare stime perché non è ancora chiara la portata dell'infezione né se e come le autorità sanitarie riusciranno ad arginarla. Gli economisti, però, sono soliti esercitarsi in previsioni sui costi causati dalle epidemie, ci sono precedenti, come quello della SARS nel 2003 che danno qualche indizio sugli scenari che potrebbero verificarsi. Così alcune banche d'affari hanno già allertato gli investitori indicano un possibile calo del prezzo del petrolio e quello degli scambi commerciali, ambedue già fra l'altro, appesantiti dalle tensioni in Medio Oriente e la guerra dei dazi. Ma perché la domanda di greggio e consumi potrebbero subire uno scossone? Il ragionamento che si fa è che se c'è il pericolo di una vasta diffusione di una malattia, le persone viaggiano meno ed evitano i luoghi affollati come metropolitane, negozi e centri commerciali. Tutto questo potrebbe quindi abbassare la domanda di carburanti da parte delle compagnie aeree e dell'industria, con ricadute a cascata su molti settori economici. L'impatto su una potenza come quella cinese, finirebbe per farsi sentire a livello globale e la paura è che si ripeta quanto accaduto 17 anni fa, con l'epidemia di SARS. Secondo alcuni studi, il coronavirus scoppiato nel Paese del Dragone è costato a livello globale circa 40 miliardi di dollari e ha depresso la crescita in diverse aree del mondo, dall'Estremo Oriente, fino agli Stati Uniti, Come detto, è prematuro fare paragoni col passato, ma in attesa di capire come si evolverà la situazione attuale si tracciano scenari di vario tipo. Senza dimenticare che col rischio di una pandemia alle porte c'è anche chi, come le società farmaceutiche, vede schizzare le proprie quotazioni.

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