Virus, Dl Sostegno atteso prossima settimana

05 mar 2021

Il decreto sostegno potrebbe essere approvato entro la fine della prossima settimana, con due mesi di ritardo rispetto a quando il 10 gennaio l'allora ministro dell'economia Gualtieri definiva gli aiuti alle categorie danneggiate dalle restrizioni anticovid indispensabili e urgenti. Nel frattempo il Governo è cambiato e oltre alla crisi politica lo slittamento si giustifica anche con l'andamento dell'epidemia e l'allungarsi della lista delle categorie bisognose di sostegno. Stando alle ultime ipotesi 12 miliardi andrebbero a risarcire parzialmente, massimo il 20% del danno subito, 2,7 milioni di aziende professionisti e partite Iva che a causa delle restrizioni hanno avuto un calo di fatturato. I contributi sarebbero di minimo 1000 massimo 150000 euro, arriveranno poi indennizzi per i gestori degli impianti di sci che hanno visto andare in fumo l'intera stagione, circa 10 miliardi andrebbero a sostenere i lavoratori con nuova cassa integrazione a carico dello Stato, accompagnata da una proroga del blocco dei licenziamenti, a rifinanziare il reddito di cittadinanza a sussidi per gli stagionali e i lavoratori dello spettacolo. Ma ci saranno anche tra le ultime entrate 200 milioni per aiutare i genitori con figli a casa a causa delle scuole chiuse, la misura consentirebbe per ci ha figli entro 14 anni di età a uno dei due genitori di rimanere a casa con stipendio dimezzato, ma potrebbe arrivare anche un congedo parentale non retribuito per chi ha figli sopra i 14 anni, sarà di nuovo facilitato il ricorso allo smart working per partite Iva e i lavoratori autonomi che non possono usufruire di congedi parentali si sta pensando a un sostegno economico, per rafforzare il piano vaccinale sarebbero in arrivo 2 miliardi di euro, 1 miliardo e 600 milioni andrebbero agli enti locali e 800 milioni al trasporto pubblico locale, infine 40 milioni di cartelle esattoriali verrebbero congelate fino al 30 aprile, ma c'è anche l'ipotesi di cancellare i debiti fiscali fino a 5000 euro del 2000/2015, misura, quest'ultima, che costerebbe circa 2 miliardi.

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