Virus, Draghi: agire subito, imprese a rischio insolvenza

15 dic 2020

Le imprese sono sull'orlo del precipizio, soprattutto quelle piccole e medie, tanto da rischiare di diventare insolventi, cioè di non riuscire più a pagare debiti e onorare scadenze perché le perdite che stanno subendo erodono i loro patrimoni. Gli aiuti presto finiranno. Per Mario Draghi, l'impatto dell'emergenza sanitaria sull'economia è peggiore di quel che appare anche perché i programmi di sostegno di molti Paesi stanno mascherando quella che definisce "una crisi senza precedenti". Per questo l'ex Presidente della banca centrale europea, sprona le autorità politiche ad agire con urgenza. I governi dovranno fare delle scelte che potrebbero cambiare nel profondo i loro Paesi. Da un puro sostegno alla liquidità, a un sostegno alla solvibilità. Nella veste di copresidente del G30 gruppo di esperti di economia internazionale, Draghi avverte anche sulle conseguenze della crisi sulle banche. Molte aziende potrebbero non essere in grado di restituire i prestiti avuti dagli istituti e questi, come accaduto nella recessione del 2007 2008, finirebbero per stringere la cinghia, rendendo l'accesso al credito difficoltoso e le ripercussioni della pandemia riguardano anche i conti pubblici. Sussidi e garanzie per finanziare le imprese stanno gonfiando i debiti degli Stati. Queste zavorre, secondo Draghi, saranno sostenibili se ci sarà la crescita e quindi se i soldi europei del recovery fund saranno spesi bene. L'obiettivo per tutti, Italia compresa, è quindi presentare progetti utili e non frutto di una convenienza politica o di clientelismo.

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