Virus, il governo potrebbe ampliare gli aiuti

09 nov 2020

Gli aiuti economici per le ditte danneggiate dalla pandemia potrebbero allargarsi. Di soldi in cassa ce ne sarebbero ancora e in ogni caso non si esclude di fare altro deficit, cioè nuova spesa, ricorrendo ai prestiti dei mercati per finanziare la legge di bilancio per il 2021. Questo il quadro che emerge dal governo sul fronte delle misure per tamponare gli effetti dell'emergenza sanitaria a pochi giorni dal Ristori bis, il decreto che stanzia oltre 2,8 miliardi per sostenere le imprese colpite dal giro di vite deciso a inizio novembre. Si tratta di una serie di misure tra le quali rimborsi a fondo perduto, sospensione del pagamento dell'IVA e dei contributi previdenziali dei dipendenti, cancellazione della seconda rata dell'IMU per i locali commerciali, bonus baby sitter e congedi per chi ha figli che non possono andare a scuola. Gli indennizzi sono maggiori per le regioni dove il rischio legato al Covid è più alto. Così, per esempio, il proprietario di un bar di Milano costretto a restare chiuso tutto il giorno, avrà diritto a una somma maggiore di uno di Roma, dove si può stare aperti fino alle 18. È previsto anche un meccanismo in modo di dare aiuti più corposi se le cose cambiano, se per esempio la zona gialla diventa rossa è stata ampliata la lista dei beneficiari, ma rimangono fuori diverse categorie. Lamentano di essere stati esclusi fra gli altri, gli agenti di commercio, i consulenti finanziari, agenzie di viaggio. Intanto in queste ore arrivano i bonifici del primo decreto Ristori, quasi un miliardo di euro per oltre 200000 aziende. Il contributo è automatico, cioè l'Agenzia delle Entrate lo versa sul conto senza bisogno di richieste da chi lo aveva già avuto nei mesi scorsi. Questa formula vale anche per gli ultimi sussidi decisi di questa tranche. Tre quarti dei soldi vanno a bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, a livello territoriale. Al primo posto c'è la Lombardia, seguita dal Lazio e Veneto.

pubblicità