Virus, le condizioni per il Fondo Ue per la ripresa

03 lug 2020

I soldi del fondo per la ripresa o meglio, Next Generation EU come lo ha chiamato Bruxelles, saranno disponibili per i paesi che li chiedono ma a delle condizioni. Nelle intenzioni della Commissione il fondo serve a consentire agli Stati non tanto di agire sull'emergenza legata al Covid, e i soldi infatti non saranno disponibili prima dell'anno prossimo, quanto di immaginare un piano pluriennale di riforme che consenta all'economia di ripartire in modo strutturale. Con i soldi del piano, l'Europa chiede di attuare investimenti green e che guardino allo sviluppo del digitale. Ma come hanno ricordato vari leader Europei, da Dombrovskis a Gentiloni le riforme che ogni Paese presenterà dovranno anche tenere conto delle raccomandazioni specifiche della Commissione per quel Paese e, nel caso dell'Italia, tra le ultime raccomandazioni UE, ci sono, ad esempio, il rafforzamento del sistema sanitario e il sostegno alle PMI. Ma anche la sostenibilità del debito, il miglioramento del sistema giudiziario e della Pubblica Amministrazione. In quelle precedenti c'erano tagli alla spesa pubblica e lotta all'evasione fiscale. Se è vero che il diavolo si nasconde nei dettagli, le condizioni del recovery fund potrebbero dunque essere più stringenti rispetto a quelle del tanto discusso MES. Non solo, non basta presentare le proposte di riforma, bisogna anche attuarle. I soldi, infatti, arriveranno in tranche successive, ognuna delle quali sarà versata solo al raggiungimento degli obiettivi. Per il nostro Paese si tratta di circa 170 miliardi suddivisi tra prestiti e fondo perduto. Soldi, cioè, gratis da non restituire, quelli sui quali sarà attuata una particolare vigilanza. Ma questa è la proposta di Bruxelles, che va accettata da tutti gli Stati. Se gli aiuti arriveranno sotto forma di prestiti, sovvenzioni o un mix di entrambi, lo dovrà decidere un accordo ancora tutto da scrivere.

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