Virus, l'Istat taglia le stime di crescita

03 dic 2020

I vaccini anti Covid condizioneranno la salute degli italiani e anche quella dell'economia. Dalla disponibilità di antidoti al coronavirus ed ai tempi necessari per distribuirli dipenderà la ripresa, osserva l'Istat, che tra le variabili annovera anche il recovery fund cioè l'utilizzo degli aiuti europei contro la crisi. Insomma, molte incognite e una certezza. L'emergenza sanitaria quest'anno causerà un crollo verticale del prodotto interno lordo. La seconda ondata di contagi avrà un effetto negativo, non ancora quantificato, sugli ultimi mesi di quest anno e spinge l'ufficio di statistica a tagliare le stime per il 2020 e quelle del 2021. Un peggioramento che comunque non altera il quadro disegnato dal Governo per quest'anno, ma che risulta più pessimista per quanto riguarda il futuro. L'esecutivo, infatti, non ha fatto retromarcia dal 6% di aumento di Pil, messo nero su bianco negli ultimi documenti, mentre istituzioni e organizzazioni internazionali hanno già pronosticato un andamento più lento. Le misure varate da Palazzo Chigi di fronte all'aumento dei contagi, osserva comunque Istat, dovrebbero permettere una parziale tenuta dei redditi e frenare la disoccupazione. Le famiglie riprenderanno a spendere per i consumi man mano che l'incertezza sulla pandemia inizierà a diminuire. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, intanto si stima un tasso di disoccupazione in calo quest'anno rispetto al precedente, ma in aumento nel 2021. Finora l'emorragia di posti è stata contenuta grazie a cassa integrazione e blocco dei licenziamenti, misure in vigore fino a primavera. Nel frattempo si spera che l'epidemia ritiri i tentacoli.

pubblicità