Virus, nel piano Ue tasse comunitarie per finanziare ripresa

28 mag 2020

Potrebbe essere una mini rivoluzione fiscale, quella delle tasse europee a finanziare la ripresa. Per rimborsare una parte consistente dei soldi che chiederà in prestito ai mercati, i 500 miliardi che saranno girati ai governi sotto forma di sussidi, Bruxelles sta pensando di attingere a risorse proprie create con nuove imposte verdi comunitarie. La proposta della Commissione prevede quattro nuove tasse. Due sono sulle emissioni e insieme potrebbero arrivare a garantire nuove entrate fino a 24 miliardi di euro all'anno. Colpirebbero le importazioni in Europa di energia e prodotti inquinanti, realizzati dove le leggi ambientali sono meno severe e gli scambi di certificati per le emissioni in particolare nei settori aereo e marittimo. Bruxelles parla anche di una tassa sulle transazioni digitali a carico delle grandi multinazionali del web. Le entrate previste sono però in questo caso meno di un miliardo e mezzo all'anno. Infine, tra le proposte c'è una tassa sulle grandi imprese avvantaggiate dal mercato unico, che potrebbe portare fino a 10 miliardi all'anno. Un'eventuale tassa sulla plastica monouso, avrebbe invece un gettito tra 3 e 9 miliardi. Insomma, sommando tutto, l'Europa incasserebbe da nuove tasse comunitarie più di 35 miliardi di euro all'anno. Una cifra cospicua che da sola sarebbe quasi sufficiente a ripagare tutti i soldi chiesti in prestito. In questo modo potrebbe evitare di chiedere agli stati un maggior contributo al budget europeo. Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Le tasse, colpirebbero settori come il trasporto aereo e imprese come quelle che hanno ricevuto aiuti di stato, già duramente provati dalla crisi e a cascata anche i consumatori, visto che i prezzi di alcuni prodotti, prevedibilmente aumenterebbero. Alcune tasse come la digital tax poi, non saranno viste di buon occhio da quei paesi come l'Olanda che sulle agevolazioni fiscali alle multinazionali del web hanno costruito delle fortune. Di tempo per discutere, comunque, ce n'è. A Bruxelles dovrà iniziare a restituire i soldi dopo il 2027 ed è prevedibile che le nuove tasse che adesso rischierebbero di affossare la ripresa, non entreranno in vigore prima di qualche anno.

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