Virus, più aiuti economici ma tanti esclusi

10 nov 2020

È lungo l'elenco di chi potrà avere il rimborso dello Stato perché costretto a chiudere del tutto o in parte la propria attività a causa delle ultime restrizioni decise dal Governo per contenere i contagi. Ma sono tanti anche coloro che lamentano di essere rimasti fuori. Innanzitutto i professionisti, ma anche gli agenti di commercio e alcuni tipi di aziende che riforniscono direttamente settori colpiti dal giro di vite e che di conseguenza prevedono un calo degli affari con qualche caso che sembra paradossale, Nelle zone rosse devono tenere abbassate la serrande i negozi di scarpe per adulti, non quelli per bambini, ma a loro non andrà il contributo. Anche i negozi di fiori non ambulanti accusano d'essere stati dimenticati dal decreto Ristori bis, che per i sussidi stanzia oltre un miliardo di euro. La lista di attività che hanno accesso agli indennizzi è stata comunque allargata. Ci rientro adesso, per esempio, anche bus turistici e scuole di danza, tatuatori, sexy shop, chi vende armi, club di incontro per i single. L'entità di ogni rimborso varia a seconda della zona, se rossa, arancione e gialla in cui ci si trova e dal tipo di attività svolta. Somme in proporzione più alte quindi per le discoteche chiuse da tempo o per bar e ristoranti che se sono in una delle regioni come la Lombardia, con più restrizioni, avranno il 200% di quanto ricevuto in estate. La cifra si calcola in base a quanto ottenuto in passato. In questo modo l'Agenzia delle Entrate avendo tutti i dati può effettuare bonifici nel giro di poche settimane. Tempi più lunghi invece per chi è nuovo ai sussidi. Con i 2,8 miliardi stanziati in totale, poi si finanziano anche altre misure per le imprese. Tra queste, la sospensione di alcuni versamenti fiscali dei pagamenti dei contributi previdenziali per i locali commerciali, la cancellazione della seconda rata dell'IMU e il credito d'imposta per gli affitti. A queste agevolazioni accedono anche aziende escluse dai contributi.

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