Visco: stime Pil 2019 tagliate a +0,1%

12 lug 2019

Alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, “Presidente, un attimo di qua!” e del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l'Assemblea annuale dell'ABI ha celebrato a Milano i primi 100 anni di vita dell'Associazione che riunisce le banche italiane, nata proprio nel capoluogo lombardo del 1919 e che ha accompagnato in questo secolo di storia lo sviluppo del credito del nostro Paese verso i nuovi modelli di banca dei prossimi decenni. Ma, come sempre, l'Assemblea è stata anche l'occasione privilegiata per fare il punto sullo stato di salute della nostra economia. I numeri, allora: Banca d'Italia, a poco più di un mese dalla sua ultima stima, taglia ancora le sue previsioni di crescita, più 0,1%, ora in linea con quelle della Commissione Europea, ultimi sui 28 paesi dell'Unione. “In Italia l'attività economica ristagna, risentendo soprattutto della perdita di vigore del ciclo industriale.” Ma dallo stesso palco ribatte il Ministro dell'Economia, Tria, conferma le sue stime a più 0,2 %, un livello ritenuto soddisfacente, visto il difficile contesto e rivendica il lavoro fatto per essere riuscito a evitare la procedura per debito eccessivo, con il forte assestamento di bilancio da quasi 8 miliardi di euro. “Un anno fa ero qui a descrivere uno scenario significativamente diverso da quello attuale. Sono infatti sfumati, di fronte alla realtà dei fatti e delle azioni, i dubbi che si erano immotivatamente diffusi circa la coerenza delle politiche del nuovo Governo con il quadro di regole europee.” Lo spread è in calo, sottolinea il governatore, e la risposta positiva dei mercati è la dimostrazione che è possibile innescare un circolo virtuoso tra politica di bilancio e condizioni finanziarie, ma serve ancora prudenza sui conti in un quadro di più lungo periodo e una strategia credibile per la riduzione del debito, debito che per il Presidente dell'ABI rimane la zavorra numero uno che frena il Paese. “Il debito pubblico italiano, sempre crescente dalla fine degli anni '60, è la principale palla al piede dello sviluppo e dell'occupazione.” “Ma dall'ABI e Bankitalia ancora una volta si lanciano le critiche sulle nuove regole europee per i salvataggi bancari, quel bail in che chiama a pagare per le perdite non solo azionisti e obbligazionisti subordinati, ma anche, in ultima istanza, i detentori di obbligazioni ordinarie e i correntisti oltre i 100 mila euro. “L'articolo 47 della Costituzione tutela il risparmio. Devono essere inattaccabili tutti i depositi che non debbono essere impropriamente scambiati per investimenti.”.

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