Visco su Pop. Bari: abbiamo svolto il compito di vigilare

23 dic 2019

È raro che un governatore di una banca centrale rilasci una intervista per parlare di un caso specifico. Eppure oggi il governatore Ignazio Visco lo fa al Corriere della Sera, intervenendo sulla vicenda della popolare di Bari. Un caso che ha scatenato un dibattito sulla vigilanza nel settore bancario e sull'operato della Banca d'Italia. “Abbiamo fatto il nostro dovere, vigilato, rispettando le regole” dice Visco. Spiega che il commissariamento dell'Istituto è stato deciso quando le perdite hanno ridotto i livelli di capitale al di sotto dei minimi stabiliti dalle regole prudenziali. Visco, nell'intervista, chiarisce che La vigilanza ha svolto il suo compito, ma non può intervenire nella conduzione della banca, che, spiega il governatore, spetta agli amministratori scelti dagli azionisti. Visco respinge anche le critiche legate al caso Tercas. L'istituto che negli anni scorsi fu salvato attraverso l'acquisizione proprio da parte della Popolare di Bari e che ha contribuito ad appesantire i bilanci. Un problema, afferma il governatore, determinato anche dall'incertezza dei vincoli europei e dal fatto che l'istituto barese non si è trasformato in una società per azioni, mantenendo l'assetto di banca popolare. “Un tema che abbiamo sempre posto” sottolinea Visco, “che ostacola l'accesso al mercato, favorisce opacità e autoreferenzialità nella gestione della banca. Quanto ai clienti dell'istituto - assicura il governatore di Banca Italia - l'intervento del fondo interbancario e del mediocredito centrale è volto ad evitare scenari liquidatori e possibili perdite per i risparmiatori che detengono depositi e obbligazioni. Per i quasi 70000 possessori di azioni, cioè coloro che rischiano di perdere tutto, Visco ricorda che le autorità di vigilanza hanno accettato in passato irregolarità nella vendita di titoli agli sportelli e di questo, dice, si dovrà tenere conto.

pubblicità