Web tax, gli Usa minacciano dazi sulle auto Ue

22 gen 2020

“Mi ha battuto sulla copertina del Time” Donald Trump, liquida con una battuta lo scontro a distanza con Greta Thunberg che a dicembre ha conquistato la copertina della rivista come persona dell'anno. Il capo della Casa Bianca, che quel riconoscimento la ha già avuto in passato dribbla chi gli chiede se si riferisse alla giovane attivista svedese, quando si è scagliato contro chi è allarmato per il surriscaldamento globale. Quello dei cambiamenti climatici resta comunque uno dei temi al centro del Forum economico di Davos, fulcro anche dell'intervento della numero uno della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen che ha parlato del piano Ue contro l'inquinamento, che punta a mobilitare mille miliardi di euro di investimenti in 10 anni. “L'Europa fa da guida e rafforzerà questo progetto che crea innovazione, valore e lavoro”, ha detto Von Der Layen che tende la mano ai big della finanza, della politica riuniti nella cittadina tra le Alpi svizzere. Un invito che corre parallelo a quello proposto da Trump, che offre un modello in cui al primo posto c'è l'America e la sua politica protezionistica. Una strategia sostenuta da dazi e trattative commerciali che riguarda anche l'Europa. Washington, infatti, minaccia nuove tasse alle importazioni di beni continentali. Nella lista non ci sono solo olio, vino e pasta, ma anche le auto, una spada di Damocle, quest'ultima, agitata da mesi sulla testa di Bruxelles per spingere i grandi marchi europei a produrre più macchine negli Stati Uniti e che adesso Washington usa per scongiurare la web tax sui giganti digitali americani che Italia e Francia si accingono a rendere operativa. Una stretta voluta per arginare l'elusione fiscale alla quale Parigi e Roma, in assenza di un'intesa globale, non voglio rinunciare, nonostante le rassicurazioni di Von Der Layen, di un accordo commerciale con gli States nel giro di qualche settimana.

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