Zegna: con il made in Italy siamo i primi del mondo

21 dic 2021

"Gildo Zegna, nuovo logo, nuova avventura, primo Fashion Brand italiano a quotarsi alla Borsa di Wall Street. Che cosa significa per Zegna e che cosa significa per il lusso italiano?" "Ma, innanzitutto a livello personale orgoglio ed emozione, queste sono le cose che sento dentro di me. Penso che abbiamo tracciato una strada nuova, ecco, per il family business italiano. E ci sono tante aziende anche più brave di noi, ecco che potrebbero seguire la stessa strada. Però, l'importanza: governance e consiglieri indipendenti. Questa è una strada a cui ho creduto da anni quando ero privato e mi ha aiutato moltissimo. È stato utile per una quotazione non facile, siamo partiti a gennaio, è stato un percorso rapido ma anche lungo, molto molto pesante, con degli imprevisti, ci siamo trovati gli hacker in agosto, il progetto ha rischiato di saltare, ecco, siamo riusciti a uscire molto bene in tre settimane, abbiamo recuperato terreno ma abbiamo rischiato di non riuscire a farcela prima di Natale. Per cui, siamo arrivati con la lingua fuori ma da piemontese arditi ce l'abbiamo fatta e siamo molto molto orgogliosi". "Senta, perché la scelta della Borsa come forma di finanziamento e perché Wall Street e non Milano, ad esempio?" "Ma, innanzitutto, noi il finanziamento ce l'avevamo già, non è che eravamo alla ricerca di un finanziamento. Son Bonomi ed Ermotti che ci hanno cercato dopo averci rivelato il loro progetto. Ci han chiesto se volevamo esserne parte, l'ho studiato, abbiamo discusso le strategie comuni e abbiamo deciso di farlo. Per cui, New York perchè la SPAC era a New York, ma son contento di averlo fatto qua. Per cui, non c'entra Milano, Zurigo, Hong Kong o quel che sia. O lo si faceva a New York o quella SPAC non la si faceva. Però, credo che abbiam preso la strada più challenging. New York è la Borsa più forte, più internazionale, più competitiva, per cui ci sta bene, noi siamo competititvi. La Borsa di New York ci porterà ad aumentare l'asticella - race the bar - come dicono quaggiù". "Senta, da imprenditore italiano che si appena quotato negli Stati Uniti, una delle più grandi aziende italiane conosciute nel mondo, condivide il sentimento di ripartenza che - l'Economist ad esempio - attribuisce all'Italia?" "Come no! L'ho citato nel mio pre speech prima del campanello. Per cui, 48 ore fa quando l'ho letto - essendo un lettore dell'Economist da quando avevo diciott'anni - mi ha riempito di orgoglio. Era ora che dessero a noi un giusto tributo grazie al Presidente Draghi ma grazie a tutti quelli come noi, e con le nostre maestranze, che si siamo fatti un mazzo incredibile e che sono bravi, perché il Made in Italy siamo primi nel mondo. Siamo un po' introversi, non lavoriamo di squadra come dovremmo e nel marketing sicuramente siamo secondi agli americani grazie ai francesi. Per cui se riusciamo a impostare questi lati che possono essere migliorati, credo che non ci sono più nessuno e credo che questo è la ripartenza rinascimento italiano, del nostro Paese".

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