Andy Warhol, l’artista che rese arte la cultura pop

Pittore, scultore, regista, grafico, produttore, attore, scrittore, fotografo: Andy Warhol, l’artista che fece della cultura pop uno stile e una corrente destinata a influenzare l’estetica moderna in ogni suo campo. Andy Warhol attraverso la serigrafia “moltiplicò le stelle” del cinema, da Marilyn Monroe e Liz Taylor e Marlon Brando. Senza risparmiare i mostri sacri del rock di ogni epoca e genere, da Elvis Presley a Mick Jagger a John Lennon. Andy Warhol “incorniciò” a icone pop anche i grandi della Terra, da Che Guevara a Mao, spingendosi fino ai regnanti e ai capi di stato di mezzo mondo. Trattandoli come prodotti da scaffale, mercificandoli, colorandoli di tinte accese come le confezioni di articoli di uso quotidiano in vendita al supermercato. In questo sta il merito di Andy Warhol: ha elevato ad arte prodotti “bassi” come una zuppa in barattolo o un detersivo e ha avvicinato al patinato mondo dell’arte l’uomo comune, quello che la zuppa se la mangia e col detersivo ci fa “ancora e solamente” il bucato. Una grande intuizione quella di Andy Warhol duplicatore senza scrupoli, attento osservatore della società più capitalistica di cui ogni americano faceva parte come consumatore. Una produzione colossale quella di Andy Warhol, che dopo la sua morte raggiunse quotazioni tutt’altro che pop, come i 60 milioni di dollari battuti all’asta per le sue “Ultime 60 cene” (1 milione a cena?). Per un esperto della sua arte, Andy Warhol rimane tutt’oggi, nell’anniversario della sua morte avvenuta il 20 Febbraio 1987, "Il secondo artista più comprato e venduto al mondo dopo Pablo Picasso." D’altronde, come dichiarò lo stesso Andy Warhol, fare soldi è un’ARTE.


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