Ankara: ritiro curdi completato, offensiva non riprende

Una nuova tregua di 150 ore nel nord della Siria per allontanare le milizie curde da tutto il confine turco; pattugliamenti congiunti tra Turchia e Russia alla frontiera; mantenimento del controllo di Ankara sull'area in cui ha condotto l'operazione militare Fonte di Pace, da cui i curdi hanno completato il ritiro alla scadenza dei cinque giorni del cessate il fuoco concordato da Turchia e America. Sono servite sette ore di colloquio tra Turchia e Russia per trovare un accordo per la gestione della Safe Zone nel nord-est della Siria, senza milizie curde nell'area. Un accordo che è stato formalizzato in 10 punti. Ankara e Mosca non permetteranno alcuna divisione del territorio siriano, mentre la Turchia potrà ottenere il definitivo allontanamento della minaccia Curda. Il memorandum in 10 punti prevede anzitutto che lo status quo stabilito nell'area dell'attuale operazione Fonte di Pace tra Tal Abyad e Ras al Ayn, con profondità di 32 km, verrà preservato. Erdogan si garantisce, dunque, che almeno per il momento non ci saranno interferenze del regime di Bashar Assad nel suo piano per la creazione di una fascia di sicurezza lunga 120 km. Il nodo più delicato riguarda il resto del confine dove sono presenti i curdi a est e a ovest dell'area attaccata dall'esercito di Ankara, che comprende località strategiche. Tra poche ore la polizia militare russa e le guardie di frontiera siriane entreranno nell'area di confine con la Turchia, in territorio siriano, al di fuori dell'area dell'operazione militare turca, per facilitare entro 150 ore l'evacuazione delle milizie curde da un'area di 30 km dal confine. A quel punto, dopo questa fase di tregua, Turchia e Siria condurranno pattugliamenti congiunti fino a 10 km entro il territorio siriano. La tregua strappata giovedì scorso ha retto. Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha assicurato che se ora il cessate fuoco diverrà definitivo, saranno tolte anche le ultime sanzioni imposte da Donald Trump.


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