Attentati Afghanistan, colpite due moschee: Isis rivendica

È stato l’Isis a rivendicare gli attacchi di un vero e proprio venerdì di sangue che si è consumato in Afghanistan, dove una moschea sciita a Kabul e una sunnita nella provincia occidentale di Ghor, sono state vittime di assalti kamikaze. Gli attentatori sono riusciti a farsi esplodere durante una preghiera della sera, proprio quando le moschee sono maggiormente frequentate, specialmente di venerdì. Nella capitale, ad essere colpita è stata la moschea dell’Imam Zaman, dove l’attentatore, che nascondeva sotto gli abiti la carica esplosiva, è riuscito ad entrare mescolandosi con i fedeli ed ha atteso che tutti prendessero posto prima di cominciare a sparare sulla folla riunita in preghiera, per poi azionare la sua cintura esplosiva. Nella piccola provincia occidentale di Ghor, un altro kamikaze che intendeva prendere di mira Fazl-ul-Ahad Khan, comandante di una milizia locale, rimasto poi effettivamente ucciso, ha fatto irruzione in una moschea sunnita, attivando anche qui la sua cintura mortale. Il bilancio complessivo è pesante: oltre 70 morti e 55 feriti. All’alba di oggi, a Kabul, sono stati sparati tre razzi dai talebani afgani nella zona verde, un’area che ospita anche edifici governativi afgani e numerose ambasciate. Gli attentati di ieri chiudono una settimana di sangue che ha visto attacchi talebani contro le forze di sicurezza afgane in almeno quattro province, causando 130 morti, fra cui molti civili. La crisi afgana è ancora molto lontana da una via d’uscita, mentre si moltiplicano le iniziative, a livello internazionale, per convincere i talebani ad accettare un dialogo con il governo di Kabul.


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