Austria al voto, Kurz nei sondaggi al 35%

Qualcosa di sicuro nel rebus delle urne per le politiche anticipate in Austria c'è. Il partito popolare del giovane Sebastian Kurz, l'ex cancelliere, ex enfant prodige di Vienna resta oltre il 35% nei sondaggi. Uscito apparentemente indenne dalla fragorosa caduta del suo Governo quattro mesi fa, dopo l'Ibiza gate, lo scandalo in cui l'ex vice cancelliere Heinz-Christian Strache con tanto di video realizzato ad Ibiza e diffuso senza veli, offre ad una presunta ereditiera russa appalti pubblici in cambio di aiuti elettorali. Tutto in salsa hot. Lunedì si capiranno gli effetti in termini di percentuali sul partito dell'ultradestra e si vedrà la capacità di verdi e socialdemocratici di reggere alla prova del voto. Lunedì ai risultati dei seggi chiusi oggi alle 15 si dovranno aggiungere i voti di quanti hanno scelto la via della posta, oltre il 20%. 6.300.000 gli austriaci con diritto di voto che dovranno scegliere i propri rappresentanti in un sistema proporzionale puro. Dopo oltre 40 duelli elettorali, in TV in cui il tema dei migranti che ha dominato la campagna del 2017, non è stato mai terreno di scontro politico, data per acquisita la linea dura adottata sulla chiusura della rotta balcanica cavallo di battaglia di Kurz, la vera attesa è per l'effetto serra sui partiti. È stato infatti il clima il terreno di scontro della campagna elettorale. I verdi di sicuro torneranno in Parlamento dove erano dall'86 ma due anni fa hanno mancato il quorum e oggi sondati al 13%. Solo nelle alleanze necessarie per la formazione del Governo, si capirà come i 150.000 scesi in piazza nel Paese per la mobilitazione mondiale sul clima avranno peso nella politica austriaca. Entro Dicembre tutti i paesi dell'Unione europea dovranno presentare i loro piani contro le emissioni di CO2 a Bruxelles e dopo l'ambiziosa agenda adottata dalla Germania si vedrà se e come l'onda verde, peserà sul futuro dell'Austria.


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