Berlino, l'Isis rivendica la strage al mercato di Natale

Quanto sia concreto è ancora da dimostrare, e anche su questo lavorano in queste ore gli inquirenti, ma di certo si dimostra ancora una volta l’importanza e la centralità dello scacchiere europeo. 24 ore dopo la strage al mercatino di Natale di Berlino, attraverso la sua cosiddetta “agenzia di stampa”, lo Stato islamico rivendica l’attentato e chiama l’autore un soldato del Califfato nero, auto-radicalizzato e ispirato dalle gesta del Califfato stesso, addestrato e, magari, anche finanziato. Ancora prima, però, la domanda resiste: sarà vero? La strategia di comunicazione e reclutamento di al-Baghdadi vive di queste stragi, ma al momento mancano controprove, anche perché le indagini sono ripartite da zero. Mancanza di prove. Il giovane pachistano, fermato ieri e sospettato di essere l’autore dell’attacco, è stato rilasciato. Intanto i berlinesi, qui sul luogo dell’attentato e poi alla Porta di Brandeburgo, uno dei luoghi simbolo della città, si riuniscono per dimostrare la propria forza, la propria unità, il proprio lutto e il proprio dolore. “Da dove viene?”. “Olanda”. “Perché è qui stasera?”. “Dobbiamo esserci. Dobbiamo venire qui. Oggi è Berlino. Domani, magari, è un altro posto”. “Alla fine si deve pur mettere in conto che cose del genere possono succedere. Come succedono agli altri possono succedere a noi, semplicemente”. “Credo che dovremmo restare tutti uniti per opporci a tutto questo e trovo molto bello che così tante persone siano venute qui oggi. Spero che un giorno si arrivi davvero a convivere in pace e in armonia”. Una giornata di dolore che accomuna la Germania e l’Italia. Ufficialmente ancora dispersa, si fanno sempre più deboli le speranze di ritrovare Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, originaria di Sulmona. La sua famiglia è a Berlino. Nelle parole del padre il dolore di questo momento: “Io – dice – non mi illudo”.


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