Brexit, Juncker e May: serve accelerazione nei negoziati

Gli sforzi nei negoziati sulla Brexit devono accelerare nei mesi a venire, scrivono Theresa May e Jean Claude Juncker in una nota congiunta al termine della cena informale a Bruxelles; una nota in cui si usa per due volte in poche righe l’aggettivo “costruttivo” anche se effettivamente il faccia a faccia tra la Premier britannica e il Presidente della Commissione europea non ha portato a grossi passi avanti. Ed è già un risultato visto che la precedente cena dello scorso aprile era stata addirittura definita disastrosa. Stavolta l’incontro, avvenuto un po’ a sorpresa, serviva soprattutto alla May, sottopressione in patria per la vaghezza della sua strategia sulla Brexit. Venerdì prossimo, infatti, gli altri 27 leader dovranno decidere se siano stati fatti o meno progressi sufficienti nei negoziati sulle tre priorità: i diritti dei cittadini, la gestione del confine nord irlandese e il conto finale da pagare per l’uscita e se dunque si possa iniziare a trattare sul futuro accordo commerciale, così come Londra brama da tempo. Visto che, per usare le parole del capo negoziatore della Commissione europea Michel Barnier, le trattative sul nodo finanziario sono finite a un punto morto, il no alla fase due appare praticamente scontato. A Bruxelles la Premier britannica, però, ho cercato di assicurarsi che, se non subito, si possa cominciare a negoziare sull’accordo commerciale almeno a dicembre e per questo ha cercato una sponda in Juncker, visto che alcuni Paesi, come Francia e Germania, sembrano orientati alla linea dura. Resta, però, ancora incolmabile la distanza sul conto per l’uscita, con Londra disposta a pagare 20 miliardi e l’Europa che ne chiede più del triplo.


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