Colombia, valanga provoca centinaia di morti e dispersi

La morte è arrivata di notte, portandosi via case, strade, e soprattutto vite umane. Siamo a Mocoa, cittadina colombiana di 40.000 abitanti, nel sud-ovest del Paese sudamericano, al confine con l’Ecuador ed il Perù. L’ultimo bollettino della valanga di acqua, terra e detriti, che ha sorpreso nel sonno intere famiglie, ragazzi e anziani, fa registrare almeno 193 vittime. Ma i 200 feriti recuperati e i 220 dispersi, risucchiati dal fango, secondo le stime della Croce Rossa, rischiano di far salire la conta macabra a cui saranno costrette le autorità locali. Primo fra tutti il Presidente della Repubblica, Juan Manuel Santos, arrivato nelle prime ore del mattino sul luogo del disastro, che ha poi messo in guardia sul numero dei dispersi, chiedendo di evitare speculazioni. Dopo aver ordinato l’invio delle forze armate per far fronte all’emergenza, il Presidente ha dichiarato lo stato di calamità. L’obiettivo è organizzare un piano d’azione d’intesa con tutte le istituzioni, per avviare il processo di aiuti umanitari, ma anche per celebrare i funerali e ripristinare i servizi sospesi: “Il mio cuore e quello di tutti i colombiani è con le vittime”, ha dichiarato il Capo dello Stato. Molti dei residenti non hanno avuto il tempo di salire in cima alle loro case, o sui tetti, per ripararsi dalla violenza cieca della natura, e sono stati travolti. Testimoni hanno raccontato di edifici che ondeggiavano, mentre altri hanno postato video sui social network con scene di distruzione. La tragedia è stata provocata dall’eccezionale ondata di pioggia caduta la notte scorsa: 130 millimetri rispetto ai 400 che in genere cadono in un intero mese. Un fenomeno che ha ingrossato tre fiumi che circondano la città, e che straripando hanno innescato la micidiale valanga killer. Diversi leader della regione hanno espresso solidarietà alla popolazione. Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha inviato un telegramma al suo omologo colombiano. Il Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, si è detto disponibile ad inviare aiuti con soccorritori ed esperti in disastri naturali nel Paese confinante.


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